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Le
spugne sono animali, Invertebrati (Porifera, dal greco pòros
‘passaggio' e dal latino fer ‘portatore‘) considerati come i
più semplici e primitivi tra i Metazoi, i Poriferi sono infatti
privi di cellule nervose e di bocca, si presentano come una massa
carnosa formata da due strati di cellule che racchiudono una massa
gelatinosa detta Mesolio o Mesoglea, di solito sostenuta da uno
scheletro interno, con una o più cavità comunicanti con
l’esterno attraverso numerosissime piccole aperture di accesso e
una grande apertura di deflusso (osculo) in posizione apicale.
Sono
vere e proprie pompe filtranti che assorbono e rigettano un volume
d'acqua impressionante. Una grossa spugna può filtrare
l'equivalente del proprio volume in 10/20 secondi, dai 4 agli 8
metri cubi di acqua al giorno.

Hanno
forme diversissime tra di loro (incrostanti, massicce,
arborescenti, ecc.), colorazioni che variano anche nella stessa
specie e dimensioni che vanno dai pochi millimetri a più di un
metro. A volte solo attraverso le spicole (microscopiche
formazioni di aspetto cristallino che costituiscono lo scheletro
di molti Poriferi) si può giungere a distinguere ed identificare
alcune specie, esistono di due dimensioni di spicole: macrosclere,
presenti quasi sempre, e le microsclere, spesso non presenti.
I
Poriferi si distinguono in tre tipi di struttura secondo la
conformazione interna del corpo:
il
tipo ascon, il più semplice, è costituito da un corpo
cilindrico sessile sul substrato, alla cui estremità è situato
l’osculo dal quale fuoriesce l’acqua che, arrivata attraverso
i pori della parete (osti), riempie di acqua e sostanze nutritive
la cavità atriale (la camera centrale della spugna) costituita da
un epitelio (tessuto cellulare in uno o più strati) esterno e da
un epitelio interno composto di coanociti (piccole cellule
flagellate);
nel
tipo sycon la parete del corpo può presentare pieghe e
ispessimenti e insaccature della cavità atriale che danno luogo a
canali radiali collegati ai coanociti che sono situati in piccole
camere aperte direttamente sull'atrio;
nel
tipo leucon, che è il più diffuso, il rivestimento
interno di coanociti è limitato a piccole camere vibratili
o ampolle indipendenti e comunicanti con l’esterno e la cavità
atriale tramite intricati sistemi di cavità e di canali efferenti
e afferenti.
Nelle
Spugne lo scheletro interno può essere di carbonato di calcio o
di silice ideata (opale) o di una sostanza organica affine alla
seta, detta spongina, o misto di silice e spongina.
La
riproduzione avviene sessualmente o per via agamica (gemmazione).
I
Poriferi sono animali acquatici, in grandissima parte marini,
sono sessili, cioè vivono fissi al fondale o alle pareti delle
grotte, praticamente a qualsiasi profondità (se ne sono trovate a
più di 8.000 metri), spesso in colonie ed a volte isolati.
Alcune, come la Spugna Pallottola (Suberites domuncula)
vivono in simbiosi con crostacei o sulle conchiglie di bivalvi (Cliona
celata).
Si
dividono in tre classi:
Calcispongie
o Calcarea, con lo scheletro costituito da spicole calcaree
che vivono soprattutto lungo il litorale;
Hexactinellida
o lalospongie, con lo scheletro formato da spicole che
spesso hanno 6 punte, localizzate soprattutto in profondità;
Demospongie,
senza scheletro oppure formato di spicole silicee o fibre di
spongina, o da entrambe. Le Demospongie si trovano in habitat
molto diversi ed erano queste le spugne pescate già nel 1900 a.c.
a Creta. Oggi, nel Mediterraneo, la pesca delle spugne non è più
praticata in maniera massiccia e le spugne naturali sono state
sostituite da quelle artificiali. Nel 1986 un'epidemia ha colpito
le spugne del Mediterraneo, mettendo in pericolo anche molte
specie di Demospongie di valore commerciale.
Nel
Mediterraneo sono sicuramente presenti circa un centinaio di
specie diverse di Spugne.
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